Misure di promozione

Sostegno all’aiuto reciproco (progetti di aiuto reciproco)

La legge federale sulle misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981 (LMCCE) prevede che l’Ufficio federale di giustizia possa promuovere, tra gli altri, anche progetti di aiuto reciproco di organizzazioni delle vittime e delle altre persone oggetto di misure. A tal scopo possono essere concessi aiuti finanziari.

I progetti di aiuto reciproco sono caratterizzati dal fatto di creare – coinvolgendo le persone interessate – offerte volte a promuovere l’aiuto reciproco tra vittime e altre persone oggetto di misure. I progetti devono essere realizzati entro un determinato quadro temporale e servire agli interessi del maggior numero possibile di vittime e persone oggetto di misure.

Il promemoria comprende una panoramica dei presupposti e altre informazioni necessarie e utili per la presentazione di un simile progetto.

Le persone interessate ad avviare un progetto di aiuto reciproco possono contattare l’Ufficio federale di giustizia (cfr. rubrica dei contatti) per chiarire le questioni iniziali e se del caso per convenire un appuntamento per un primo colloquio. I documenti necessari per presentare una domanda di aiuto finanziario per un progetto di aiuto reciproco sono disponibili ai link sottostanti:

Oltre alla LMCCE, per i progetti di aiuto reciproco sono determinanti le seguenti basi legali:

Scambio di informazioni ed esperienze tra vittime e persone oggetto di misure

L’Ufficio federale di giustizia organizza o promuove anche lo scambio di informazioni ed esperienze tra vittime e persone oggetto di misure coercitive a scopo assistenziale e collocamenti extrafamiliari allo scopo di contribuire in particolare a migliorare e rafforzare le loro risorse personali.

Attualmente, questo incarico è assunto dai cosiddetti Bistrò dei racconti, organizzati e sostenuti dall’associazione "Austausch-Échange" nonché cofinanziati dall’Ufficio federale di giustizia.

Servizi di ricerca

Nel contesto della disposizione e dell’esecuzione delle misure coercitive a scopo assistenziale e dei collocamenti extrafamiliari, tante persone sono state strappate dalle loro famiglie in quanto collocate presso istituti o famiglie ospitanti o affilianti oppure presso aziende commerciali o agricole. Sovente questi collocamenti comportarono pure la separazione di fratelli e sorelle, che in parte non si sono a tutt’oggi ancora ritrovati. Anche le persone colpite da adozioni coatte (i figli tolti ai genitori e dati in adozione senza consenso) cercano in parte ancora le madri naturali o i figli loro sottratti. Continuano pertanto a esserci ancora casi di vittime e persone oggetto di misure che cercano i loro familiari.

Segue una panoramica con informazioni importanti sui servizi di ricerca che possono aiutare le persone interessate nei loro sforzi per ritrovare i familiari:

Nell’ambito delle adozioni (forzate), in tutti i Cantoni sono disponibili servizi d’informazioni e consultori specifici che forniscono informazioni sui genitori naturali e i loro diretti discendenti o su bambini adottati:

Basi legali

Ultima modifica 09.08.2022

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